SPERIMENTAZIONE
Dopo svariati lavori
regolarmente cementati senza inconvenienti dall'odontoiatra nel cavo orale,
abbiamo provveduto a far analizzare alcuni manufatti eseguiti con tecnica
tradizionale e con tecnica di stampaggio in muffola.
I risultati sono stati i
seguenti:
- la
fotopolimerizzazione è risultata completa sia nei lavori con tecnica
tradizionale che con quella in muffola;
- alla prova di
assorbimento d'acqua (dopo l'immersione in acqua a 37 gradi per 7 giorni, il
peso dei campioni è stato valutato con una bilancia analitica Gibertini, in
grado di misurare il decimo di milligrammo) è risultato che i campioni
fotopolimerizzati in muffola non hanno avuto variazioni significative, mentre i
campioni eseguiti con il sistema tradizionale hanno registrato un aumento dello
0.03%. Ovviamente minore è l'assorbimento d'acqua del materiale
fotopolimerizzato, maggiore è la permanenza cromatica, la compatezza e la
resistenza alle sollecitazioni
Abbiamo fatto eseguire
inoltre delle foto mediante un Microscopio Elettronico a Scansione (SEM LEO
420) che ha valutato, nei lavori fotopolimerizzati in muffole
"COMPOSITE-FLASK" quanto segue:
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Fig.A |
Figg A
- C Si evidenzia una porosità all'interfaccia tra
opaco e dentina del campione eseguito con la tecnica tradizionale (ossia senza
muffola) Figg B - D Non si osservano porosità nella dentina del campione fotopolimerizzato in muffola. |
Fig.B |
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Fig.C |
Fig.D |
Con la fotopolimerizzazione in muffola si hanno i sopra
descritti vantaggi in quanto: